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Dec 14, 2011
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HANNO UCCISO 25.000 PERSONE. ORA SONO UNO SPONSOR OLIMPICO PER LONDRA 2012. L’INDIA TOSSISCE INORRIDITA. → ilcorsivoquotidiano.net

colorolamente:


LA CONTAMINAZIONE TOSSICA.

Sono le 11:58 del 3 dicembre 1984.  In pochi secondi muoiono avvelenate 2.259 persone nella bidonville di Bhopal in India. Migliaia e migliaia gli intossicati. Una enorme nube velenosa di isocianato di metile fuoriesce dagli stabilimenti della Union Carbide, una multinazionale americana di pesticidi. É l’apocalisse.

L’acredine ti penetra nei polmoni. Naso e bocca bruciano. Al primo respiro é come se mille lame ti trafiggessero la gola, al secondo sei morto. Lo stordimento del sonno rende ancor più surreali quegl’ultimi istanti vita. Una fine che doveva spettare a degli scarafaggi ma che  é toccata ad alcuni tra gli uomini più poveri del mondo. Sempre che per la Union Carbide, alias Umbrella Corporation di Resident Evil, ci sia una differenza.

NUMERI DELL’ECATOMBE:

Una indagine governativa Indiana del 2006 asserisce che i malati direttamente conducibili alla catastrofe sono 558.122. Gli invalidati in modo perenne sono 3.900. I morti oltre 25.000. Il numero é destinato a crescere: il complesso abbandonato sta continuando ad ammorbare l’aria, le misure di bonifica non bastano.

CORNUTI E MAZZIATI.

Nel 1999 la Dow Chemical acquistò la Carbide per 10,3 miliardi di dollari. L’ India richiese un risarcimento di 3 miliardi e 300 milioni per le vittime e le loro famiglie. Si accordarono per 470 milioni. Le vittime del massacro hanno avuto un obolo di 300 dollari, non coprendo neanche le spese mediche. Nessun risanamento ambientale. Nessun aiuto medico alla popolazione tutt’oggi martoriata dai gas letali che non smettono di uccidere.

L’ OLYMPIC GATE.

Gli indiani sono incazzati. Indignati e incazzati. Indignati, incazzati e moribondi. Oggi sono anche allibiti. Allibiti ed increduli. Allibiti, increduli e sconcertati. Hanno scoperto che la Dow Chemicalsponsorizzerà le olimpiadi di Londra 2012. La squadra olimpica non vuole più far parte dei giochi. É boicottaggio.

Lord Sebastian Coe, l’ex-campione di atletica leggera inglese, che ora presiede il comitato organizzatore di Londra 2012, ha dichiarato:

“Ho esaminato i fatti e mi pare che non si possa imputare alla Dow Chemical alcuna responsabilità per i fatti di Bhopal. I 470 milioni di dollari pagati dalla Union Carbide hanno già risolto ogni contenzioso”

Ora mi stai ad ascoltare caro cicisbeo inglese: mentre ti abbevererai di tè allungato con il latte (tra le altre cose indiano, proveniente cioè dal Paese che hai colonizzato e sfruttato per dei secoli) succhiandolo schifosamente dalla tua tazza di porcellana pregiata che tieni in mano in quel modo ridicolo, armeggiando con il mignolo inutilmente addrizzato, tieni a mente una cosa: in quel preciso momento, dall’altra parte del mondo, c’è chi sta sputando sangue perché non riesce a respirare l’aria che i tuoi amici che ti sovvenzionano hanno contaminato. (La descrizione del damerino che beve tè é frutto di pregiudizi e luoghi comuni sulla snobberia inglese che aleggia nella mia mente e che, non necessariamente, coinciderà con la descrizione del rispettabile Lord Coe.)

CURIOSITA’ PER IL LORD CHE HA SBADATAMENTE TRALASCIATO NELL’ESAMINARE I FATTI:

  • Nell’estate 1983, la Union Carbide, consapevole del fallimento, sospese la produzione in previsione della definitiva chiusura dell’impianto. Restavano però 63 tonnellate di Isocianato di metile nei tre serbatoi sotterranei. Nonostante la pericolosità della sostanza, nell’autunno del 1983 gli impianti di sicurezza vennero disattivati, la refrigerazione delle vasche dell’isocianato di metile fu interrotta, la manutenzione ordinaria fu sospesa e la fiamma pilota della torre di combustione, ultimo sistema di sicurezza per bloccare eventuali fughe di gas contaminante, fu spenta. La fabbrica chiuse definitivamente il 26 ottobre 1984. La contaminazione é figlia di uno scellerato abbandono.
  • Tre abitanti su quattro dell’intera regione indiana interessata furono vittime degli effetti della nube. Dopo gli occhi e i polmoni, tra gli organi più colpiti c’erano il fegato, i reni, l’apparato digestivo e quello genitale, oltre al sistema nervoso e a quello immunitario.
  • Innumerevoli vittime caddero in uno stato di spossatezza tale da rendere impossibile ogni movimento
  • Molti danni neurologici si manifestavano con convulsione e paralisi, che portavano al coma e alla morte. Tante anche le malattie di natura psicologica, come la sindrome da panico che faceva sprofondare i pazienti in uno stato ansioso incontrollabile.
  • Innumerevoli sono i casi di cancro e di tubercolosi. Si notano infine fenomeni di ritardo nella crescita. I giovani dai sedici ai vent’anni, ne dimostrano appena dieci.
  • Malformazioni congenite colpiranno, purtroppo, anche le generazioni future dei sopravvissuti
  • Le donne delle comunità confinanti con l’impianto rivelano presenza di piombo e mercurio nel latte materno. (dati della Commissione Medica Internazionale su Bhopal)
  • Dato che la Carbide non ha mai rivelato l’esatta composizione della nube tossica, a tutt’oggi gli esperti non hanno potuto mettere a punto un protocollo terapeutico adeguato. Qualunque trattamento procura soltanto un sollievo temporaneo. L’assunzione irregolare di steroidi, antibiotici e ansiolitici, quasi sempre non fa che peggiorare i danni causati dai gas.
  • Dopo la fuoriuscita i medici locali non furono informati della natura del gas, impedendo di fatto i trattamenti sanitari e la conseguente pianificazione degli interventi.
  • Dopo la catastrofe la Union Carbide abbandonò precipitosamente il sito industriale senza garantire alcun risanamento dell’area, lasciando sul posto enormi quantità di composti inquinanti. Gli isolanti dei tubi giacciono a brandelli, i solventi gocciolano sul terreno, sacchi abbandonati ancora pieni di prodotti tossici sono stipati negli angoli. Tonnellate di materiale e sostanze di scarto straripano, avvelenando le falde acquifere e i terreni di una comunità di ventimila persone. Infatti il terreno non è mai stato bonificato. Nel ’94 dopo varie proteste popolari e indignazione pubblica, 44 tonnellate di residui tossici catramosi erano stati rimossi. Ma nel novembre del 1999 Greenpeace ha condotto un’analisi del suolo, delle falde idriche e dei pozzi all’interno e all’esterno dell’impianto abbandonato della Union Carbide, trovando 12 sostanze chimiche tossiche e mercurio, un metallo mortale, in quantità fino a 6 milioni di volte superiori al previsto.
  • Il Governo indiano intervenne ad assumersi il ruolo di “difensore” dei suoi cittadini. Nel marzo 1985 venne promulgata una legge apposta, il Bhopal gas leak Act, per la quale il Governo si sostituiva alle vittime e diveniva unico loro rappresentante in tutti i giudizi che erano stati instaurati in India o all’estero, per chiedere il risarcimento dei danni derivanti dal disastro di Bhopal. In questo modo le vittime non erano più legittimate ad agire personalmente per tutelare i loro interessi davanti a nessun tribunale del mondo.
  • Le associazioni dei parenti delle vittime e dei malati sollevarono la questione della non-costituzionalità del Bhopal Act. La Corte Suprema di New York respinse l’istanza.
  • Il Governo di New Delhi ha aspettato otto anni prima di spiccare un mandato di arresto nei confronti dei 20 manager americani responsabili del disastro, solo per poterne chiedere l’estradizione. Poi decise anche di alleggerire i capi d’accusa trasformandoli semplicemente in accuse di negligenza anziché omicidio.
  • Il 16 dicembre 1984 un gruppo di avvocati statunitensi, specializzati nell’ottenere risarcimenti per le vittime di incidenti, arrivò a Bhopal. Preannunciarono a ciascuno dei milioni di Bhopalesi coinvolti nel disastro un risarcimento di un milione di rupie. La loro parcella sarebbe ammontata a circa un terzo del totale.
  • L’unico ridicolo risarcimento di 470 milioni che gli abitanti di Bhopal hanno ottenuto, riguarda solo quella percentuale di popolazione che fu colpita dal gas. Non vennero calcolati coloro che presentarono sintomi dopo qualche mese dall’incidente, nonché coloro che sono nati, dopo la catastrofe, da genitori “contaminati” e che presentano ad oggi malformazioni genetiche e malattie.
  • Il CEO dell’Union Carbide di quel tempo, Warren Anderson, non si presentò mai davanti alla corte indiana che lo accusò di omicidio.
  • Molti accusano ancora crampi, pruriti insopportabili, emicranie ricorrenti. Alcune donne non possono accendere i fornelli per cucinare senza rischiare un’emorragia polmonare a causa del fumo
  • Bhopal conta oggi circa duecentomila persone affette da malattie croniche conseguenti alla tragedia, che ogni mese continua a mietere da dieci a quindicimila vittime. Migliaia sono ciechi.
  • La Dow è anche l’azienda produttrice dell’Agent Orange, il defoliante usato dagli Stati Uniti nei bombardamenti durante la guerra del Vietnam, con effetti devastanti per la popolazione civile.
  • Il Dursban, il pesticida tossico della Dow, responsabile dell’incidente, viene ancora prodotto e commercializzato in India.

L’INVITO AL LORD.

Dopo tutte queste succulente curiosità, caro Lord, li vuoi ancora i soldi di quella gente? Sei ancora dell’opinione che quei soldi debbano essere investiti in inutili sponsorizzazioni, o adesso pensi che debbano essere investiti per la popolazione martirizzata del Bhopal?Non é che ci vuoi convincere che i Bhopalesi sono stati soltanto sfigati perché in quella dannata notte fu l’assenza di vento che favorì la catastrofe provocando una stratificazione della sostanza, più pesante dell’aria, proprio sopra la bidonville? O che il composto gassoso, in sé poco nocivo, soltanto a contatto con l’acqua dà luogo ad una reazione che produce acido isocianico e che non é colpa della Union Carbide se quella sera piovve? Piovve caro Lord, piovve morte. Su di te invece piovono solo soldi di una scellerata sponsorizzazione.

Se sei così convinto di ciò che dici, perché non ce lo dimostri trascorrendo una bella vacanza nella bidonville di Bhopal? Hai idea di che dolori può provocare all’esofago irritato una tazza del tuo prelibato tè caldo da quelle parti? La candida porcellana inglese non é però fatta per essere imbrattata di sangue.

 -  – - – - – - – - – - – - – - – LE IMMAGINI SHOCK – - – - – - – - – - – - – - – - - 



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“La collezione Versace by H&M sembra quello che rimane dopo che 2 clown gay fanno a botte per l’affidamento del gatto.” —https://twitter.com/bknsty (via psicosomatica)
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